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Archive for novembre 2005

1940?

« Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c’è posto per tutti. E la buona terra è ricca e in grado di provvedere a tutti.
La vita può essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l’animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell’oca, verso l’infelicità e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi dentro. Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha resi cinici; l’intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.
L’aereo e la radio ci hanno avvicinati. E’ l’intima natura di queste cose a invocare la bontà dell’uomo, a invocare la fratellanza universale, l’unità di tutti noi. Anche ora la mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che costringe l’uomo a torturare e imprigionare gli innocenti. A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L’infelicità che ci ha colpito non è che un effetto dell’ingordigia umana: l’amarezza di coloro che temono la via del progresso umano. L’odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. E finché gli uomini non saranno morti la libertà non perirà mai.
Soldati! Non consegnatevi a questi bruti, che vi disprezzano, che vi riducono in schiavitù, che irreggimentano la vostra vita, vi dicono quello che dovete fare, quello che dovete pensare e sentire! Che vi istruiscono, vi tengono a dieta, vi trattano come bestie e si servono di voi come carne da cannone. Non datevi a questi uomini inumani: uomini-macchine con una macchina al posto del cervello e una macchina al posto del cuore! Voi non siete delle macchine! Siete degli uomini! Con in cuore l’amore per l’umanità! Non odiate! Solo chi non è amato odia! Chi non è amato e chi non ha rinnegato la sua condizione umana! (sic)
Soldati! Non combattete per la schiavitù! Battetevi per la libertà! Nel Vangelo di san Luca è scritto che il regno di Dio è nell’uomo: non in un uomo o in un gruppo di uomini ma in tutti gli uomini! In voi! Voi, il popolo, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita una magnifica avventura. E allora, in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci tutti. Battiamoci per un mondo nuovo, un mondo buono che dia agli uomini la possibilità di lavorare, che dia alla gioventù un futuro e alla vecchiaia una sicurezza.
Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Ma essi mentono! Non mantengono questa promessa. Né lo faranno mai! I dittatori liberano se stessi ma riducono il popolo in schiavitù. Battiamoci per liberare il mondo, per abbattere le barriere nazionali, per eliminare l’ingordigia, l’odio e l’intolleranza. Battiamoci per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso conducano alla felicità di tutti. Soldati uniamoci in nome della democrazia!
Hannah, mi senti? Ovunque tu sia, alza gli occhi! Alza gli occhi, Hannah! Le nubi si disperdono! E torna il sole! Usciamo dalle tenebre alla luce! Entriamo in un mondo nuovo, un mondo più buono, dove gli uomini saranno superiori alla loro ingordigia, al loro odio e alla loro brutalità. Alza gli occhi, Hannah! L’anima dell’uomo ha messo le ali e finalmente egli comincia a volare. Vola nell’arcobaleno, nella luce della speranza. Alza gli occhi, Hannah! Alza gli occhi! »

(da C. Chaplin, La mia autobiografia, Milano 1977, pp. 424-25).
da il “Grande Didattore” 1940

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Routine

Io penso che la gente sia stanca e confusa e sbigottita e amareggiata
e che si ripeta 2 o 3 mila volte al giorno : non ce la faccio più

Io passo 3/4 della giornata in mezzo alle scartoffie, sono
sommersa da scartoffie.
Sono quelle con cui abbiamo a che fare tutti tutto il santo
giorno: legge sulla privacy, lettere, fax, moduli, bollette,
domande, curriculum, relazioni.

Sono migliaia di fogli che impilicchio a sinistra, no, poi
sposto a destra, poi metto in un cassetto in una cartellina.

E non hai scritto giusto perchè la dicitura era questa e quella,
e devi rifare perchè nel frattempo è tutto cambiato e capovolto.
Quando arrivi nel bel mezzo della pratica ti accorgi che ti manca
quel tanto, ma quel tanto, ecco, quel tanto che ti avrebbe fatto
capire l’intero problema, ed invece no, hai bisogno di un avvocato,
o un commercialista, o un azzeccagarbugli nuovo d’occasione 3×2.

E’ una vita infame e senza senso, non basterebbe una semplice stretta
di mano?
Ma dove sono andate a finire il buon nome, la parola, la fiducia
e tutte quelle cose lì?
In un mare di diffidenza stampata in doppia copia, non si sa mai
che mi venissero a chiedere…

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Post di servizio

Questo l’ho promesso alla mia amica Sabri, è un pezzo tratto dal libro qui sotto.

Me lo ha fatto venire in mente lei quando mi ha parlato di un suo cugino mezzo cinese.

[…] E’ solo ora che entrando in un parco giochi si può trovare Isaac Leung
a pesca vicino allo stagno, Danny Rahman sul campetti di calcio, Quang O’ Rourke che lancia al canestro
e Irie Jones che canticchia una melodia.
Ragazzi con il nome di battesimo e il patronimico in rotta di collisione. Nomi che al loro interno celano esodi di massa, barche e aerei stracolmi, sbarchi gelidi, controlli medici.
E’ solo ora, e magari solo a Willsden, che si possono trovare le due amiche del cuore, Sita e Sharon, comtinuamente scambiate l’una con l’altra, malgrado Sita sia bianca (a sua madre il nome piaceva) e Sharon
pakistana (sua madre ha pensato che andasse bene così..meno complicazioni).
Eppure, malgrado tutte le mescolanze, malgrado il fatto che siamo scivolari con ragionevole facilità gli uni nelle vite degli altri, malgrado tutto questo, è ancora difficile ammettere che non c’è nessuno più inglese degli indiani […]

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Toyland

Ma voi avete mai
stampato una storia, costruito con essa un dado incominciando a farlo rotolare
sulla tavola per leggere i vari sviluppi del racconto?
Io si.
Ed i miei figlioli, che si sa son sempre pronti a prenderti in giro quelli, si son messi
pure a leggere le variazioni della narrazione.
Avrei pensato di diventare per ore oggetto del loro scherno…:)
Mai sottovalutare la voglia di gioco che c’è in ognuno di noi


AGGIORNAMENTO
Che poi qualcuno non ci crede.

.

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Libri

Io sono una che va a rilento.
No, meglio, voglio essere sincera: io sono una con la puzza sotto il naso.
Quando mi si dice da più parti: bellissimo questo libro, leggilo.
Quando vedo che in effetti il libro ha successo ecco,
io gli volteggio intorno, lo guardo da lontano, non so, sento come un
odore strano, qualcosa di anomalo….E non lo compro.

Dopo anni, a volte, mi ricapita sotto il naso ed incomincio con lo stroppicciarlo,
leggiucchio la quarta, mi informo prudentemente, leggo qualche pagina qua e là e poi,
se veramente qualcosa al mio interno si è smosso, lo compro.
Così ho fatto con questo e cosa dire?
E’ bellissimo. Denti Bianchi Zadie Smith.
E’ un vero romanzo, con i suoi veri personaggi, dotati di vero carattere, condito
da vera ed innovativa scrittura che pur quanto nuova rimane antica.
Insomma, per descrivere le sensazioni di una mia lettura, finisco con il fare
il mio solito pasticcio emotivo.
Ma è bello.
E detto da una che da due anni legge solo saggistica e che aveva un rifiuto al
racconto, mi pare un gran passo avanti.

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Non è vero ma ci credo

che mai andrò trovando mentre stavo cercando qualcos’altro?
Sarà come un paio di mesi fa, quando, alla ricerca di un
parcheggio, trovai 50 euro per terra?

Oppure alla ricerca dell’ispirazione perduta, andrò ad imbattermi
in un libro che avrei voluto leggere l’anno scorso e non sono
mai riuscita a trovare?

Perchè io sono una vera maga della serendipità anzi,
direi quasi un po’ strega, è un’eredità, per via materna.
Probabilmente anni addietro saremo già finite tutte sul rogo.
Ma diciamo che i tempi si son migliorati e continuiamo
a girellare senza preoccupazioni, anche se le “coincidenze”
della mia vita si son fatte numerose ormai.

Io attendo, la serendipità.
(bilancia)


Da una perplessione di Pla

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Di blog e dintorni

Si lo so, sono un po’ assente
ultimamente.
E’ che la vita si è fatta davvero sotto,
ed arrivo a fine giornata ansimante e in un blocco di cemento
e si fa fatica a districarsi dal cemento – si sa, gente ci è anche affogata-
Il blog assume ai miei occhi contorni sfumati e tutte queste parole,
di fronte al mondo del fare,
ecco, mi paiono tempo perduto, oppure diverso, di certo non più mio.
Non riesco nemmeno più a partecipare alle parole, tanto,
come faccio a seguirle?
Sono assalita dal mare che attende, apparentemente quieto, ogni mattina.
Lui è lì, il marrano, sempre ad aspettarmi.

C’è un tempo per tutto, mi ha sempre detto la vita.
E per ora nel mio tempo, il blog non rientra più.
Ma io non scompaio, mi prendo solo pause più lunghe.

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