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Archive for dicembre 2005

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Your Blogging Type is Pensive and Philosophical


You blog like no one else is reading…
You tend to use your blog to explore ideas – often in long winded prose.
Easy going and flexible, you tend to befriend other bloggers easily.
But if they disagree with once too much, you’ll pull them from your blogroll!

Beh si ecco insomma, non era poi tanto difficile

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Natale e dintorni

ho trascorso due giorni e mezzo seduta a tavola.
Ho i polsi anchilosati, le dita artigliate, le mascelle tumefatte ed uno stomaco
che non sa nemmeno più per quale funzione sia stato creato.
Ho ingollato di tutto: dalla lingua in rosso, al cioccolatino speziato.
Il mix è stato fatale al mio organismo, che ora, per ripicca, si trova a fronteggiare
un raffreddore epico, causa di stordimento e straniazione.
Sarà stato anche perchè passavo dai + 26 a -1 nel giro di un minuto.
Nessuno comprende che ormai il mio fisico non è più avezzo ai climi continentali,
si è mollemente adagio al clima temperato mediterraneo, lui, e non capisce come
deve fronteggiare choc simili, il poveretto; finisce con il reagire quasi sempre
nel peggiore dei modi.
Anche per quest’anno posso accantonare il Natale, spero che il prossimo
arrivi con tanto tanto ritardo.

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Buon natale

Due principi contraddittori muovono il nostro spirito: il senso del pittoresco
e il piacere del necessario.
Vorrei scommettere centro contro uno che l’uomo che si limita
a vegetare- ossia il filisteo- dà la preferenza al pittoresco,
mentre il poeta si accontenta del necessario. Il poeta, infatti, ha bisogno
di avere via libera nella vita esterna per poter giungere a quei miracoli
che trae da se stesso; ha nella testa tutte le stelle del cielo,
per goderne non ha bisogno che di una lampada
che funzioni bene. Il fatto che esistano delle vetture
pubbliche che lo conducano rapidamente e comodamente al suo tavolo
di lavoro, è più importante per lui che sapere che nel museo della
sua città è appeso un autentico Correggio.
Mentre per il filisteo il Correggio è indispensabile anche se non
sa assolutamente distinguerlo da una crosta.
Il filisteo vive in un presente costituito da attrattive turistiche; mentre
l’artista tende verso un passato dotato di tutti i comfort
dell’epoca moderno.

Karl Kraus “aforismi in forma di diario”

Si lo so
che c’azzecca con il Natale?
Non lo so.
Ma lo sto leggendo e va bene così.

BUON NATALE A TUTTI

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Talo Italiassa for Italians TITIT©

Lui l’iniziatore,
Lei il chiarimento (ci vuole sempre un’interprete)
quindi anch’io mi sento pronta per l’autodenuncia.

QUINDI

Questo è un blog che ha sempre vissuto di incertezze, io sono una grossa
incertezza con due gambe.
Ho 3 vocabolari sulla scrivania, ho anni di abbonamento alla “Accademia della Crusca”
che
mi chiamano dalla libreria, ho secoli di dubbi sull’uso del puntoevirgola,
ho sacchi ricolmi
di parole sconosciute.
Annaspo, cerco, sfoglio, faccio finta di sapere (un’arte di moda), ammicco.
Ora è giunto il momento di essere sinceri, almeno con me stessa
e lo dico al mondo (blog)
SI SONO IGNORANTE.

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Natale 2005

Ci sono i tradizionalisti, e loro, si sa, ci tengono.
Poi ci sono gli antitradizionalisti (io), che storco il naso, che no…Questa volta, no, mi defilo
faccio finta di niente.
Poi i tradizionalisti(che non hanno permalink tzè),
che si …”inquietano”
e danno gli ultimatum agli antitradizionalisti.
E tutto d’un botto ecco! L’opera.
Che poi gli antitradizionalisti sono contenti di aver partecipato, c’è quel senso del gruppo,
dell’appartenenza,
che fa sempre un certo piacere.
Dunque il Natale è ormai giunto.


E’ giunto anche per l’angelo custodedel template a quanto pare (guardare in alto)

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Ad avercene

Che cosa avrebbe detto un nostro antenato nel vedere quei viali illuminati con un bagliore paragonabile a quello solare, quelle mille vetture circolare senza far rumore sul sordo asfalto delle strade, quei magazzini ricchi come palazzi, da cui la luce si propagava in bianche irradiazioni, quelle vie di comunicazione vaste come piazze, quelle piazze, vaste come pianura, quegli immensi alberghi nei quali alloggiavano sontuosamente ventimila persone,quei viadotti così leggeri, quelle lunghe gallerie eleganti, quei ponti gettati da una via all’altra, e infine quei treni sfavillanti che sembravano solcare l’aria con fantastica rapidità.
Indubbiamente sarebbe rimasto assai sorpreso; ma gli uomini del 1960 non lo erano più dalla vista di quelle meraviglie; ne usufruivano tranquillamente, senza gioia, poichè dalla loro andatura incalzante, dal loro passo frettoloso, dal loro impeto americano, si intuiva che il demone della prosperità li spingeva avanti senza posa e senza quartiere.

Ho scoperto questo Vernedi cui ero assolutamente ignara-
Conoscevo già fin da bimba la sua inventiva, ma a leggere questo libretto
c’è da rimanerne stupiti.
Tutto aveva immaginato, persino il fax, o la calcolatrice.
Un mondo inquietante, questa Parigi,
un mondo in cui l’uomo pare abbia ottenuto tutta la razionalità a cui aspirava
dimenticandosi dell’anima, schiacciata, nascosta, ordita solamente in
trame silenziose.
Ma siamo in pieno positivismo, certamente fece paura a molti.

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Bellezze

io non mi stancherò mai di linkare la Bea, perchè quando c’è talento, inutile c’è
talento e la piccineria scompare

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