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Archive for the ‘Libri’ Category

Letture

Ecco, questa è quella situazione
in cui un libro ti chiama, e tu non sai nulla di lui e della sua vita passata
eppure tu hai sentito la sua chiamata, abbassi lo sguardo ed incroci il suo.
Restate in attesa per un attimo e poi le mani lo afferrano e lui diventa tuo.
E tu hai capito che quella proprietà ha qualcosa di speciale,
fin dalle prime righe.
E lo compenetri in pochi giorni e lui, raccontandoti, ti avvolge
e ti trasporta lì con loro, i personaggi, loro, i pittori
i poeti ,gli scrittori, che non hanno fatto altro
che vivere ciò che imponeva loro il talento.
Un talento tanto grande da essere capito anche da altre parole e da altri
talenti.
Una magia.

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Sono arrivati

Ringraziando la gentile Redazione,
eccoli qui, tutti a destinazione.
Mi riimmmergo nella lettura.

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Letture

Volevano una foto
degna di rappresentare Livorno.
Ecco, quale altro luogo potevo scegliere se non il “Fosso”
dove sono state trovate le false
teste di Modì? (sta tutto qui il carattere livornese)
ora mi immergo ( nella lettura, non nel fosso, of certo)


Il titolo si legge poco, trattasi dell’Opera Prima del
Monsieur.

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Libri

[…]Se uno degli indizi della psicopatia è la mente banale che
si esprime con frasi altisonanti, allora stiamo attenti, perchè un’educazione
che privilegia i fatti invece del pensiero e valori nazionalistici
o confessionali, “politicamente corretti”, invece del giudizio critico, può produrre
una nazione di primi della classe, che sono anche psicopatici[…]

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Libri

Sono sparite le vacche dalle strade di New Dheli. Il tassista reagisce allo stupore dello straniero come se fosse una ovvietà (ma certo, il governo le ha fatte allontanare da un pezzo),
quasi seccato che gli si ricordi un passato sgradevole.
Eppure le vacche c’erano ancora nel 2003, placide indisturbate si aggiravano tra le file
dei taxi, nella bolgia dei viaggiatori in arrivo dall’areoporto.
[…]
La soluzione di questo piccolo mistero ha il potere di distruggere all’istante ogni stereotipo occidentale
sulla vecchia India.
La sorte delle vacche, infatti è un riassunto di ciò che sta accadendo di stupefacente
in questo paese. Tutti sanno che le mucche sono sacre per gli indù.
Per anni hanno intralciato il paese per causa non religiosa, ma bensì
economica.
Quelle che si vedevano a zonzo fin sulle autostrade erano vacche “randagie”, che i proprietari non accudivano, perchè
avevano smesso di produrre latte. Data la scarsità di pascolo e di erba, a queste vacche
non venivano riservate le attenzioni e i prati destinati a mucche
più produttive. Il governo centrale e la municipalità di New Dheli avevano tentato per anni di
ripulire le strade e migliorare la viabilità. Nel 2004 ci avevano
provato introducendo la “taglia sulla vacca”. Un fiasco, I proprietari
facevano i furbi : mandavano i ragazzini a consegnare le randagie per
incassare la ricompensa. poi si rifacevano restituire gratis il bovino,
sporgendo denuncia di furto, e il gioco poteva ricominciare all’infinito.
La soluzione finale l’ha inventata un genio informatico di 35 anni, Ahish Anand.
Ha inventato e brevettato un microchip da fare inghiottire alla mucca
Il minuscolo sensore ha una forma tale che si fissa nel secondo stomaco
del ruminante e di lì non si sposta più.
Consente di attribuire a ogni mucca un codice di identità, di registrare
la razza e il proprietario. L’informazione finisce in una banca dati con cui le autorità comunali
possono risalire al padrone e multarlo se la vacca si sdraia davanti a un semaforo
o al posteggio dei taxi all’areoporto.
L’invenzione , per il modico prezzo di dieci dollari , è un successo
mondiale: negli Stati Uniti, in Argentina e in Europa quel sensore
made in India, viene usato per monitorare eventuali ritorni del
morbo della mucca pazza.
A New Dheli si accontentano di molto poco. Da quando le microspie sono finite negli
stomaci dei bovini, i proprietari hanno capito l’antifona. Non c’è più un paio
di corna che si faccia beccare nel posto sbagliato. Benvenuti nella New India.

Il mondo
si proietta alla velocità della luce verso orizzonti di cui noi non abbiamo nemmeno
la benchè minima percezione.
Non ha nessuna intenzione di aspettarci, a quanto pare.
Quindi è meglio informarsi: almeno conoscerle, certe realtà, anche da lontano
anche solo su carta, pensando a tutti gli stereotipi che abbiamo in testa, noi,
che ci sentiamo sempre al centro del mondo

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Ad avercene

Che cosa avrebbe detto un nostro antenato nel vedere quei viali illuminati con un bagliore paragonabile a quello solare, quelle mille vetture circolare senza far rumore sul sordo asfalto delle strade, quei magazzini ricchi come palazzi, da cui la luce si propagava in bianche irradiazioni, quelle vie di comunicazione vaste come piazze, quelle piazze, vaste come pianura, quegli immensi alberghi nei quali alloggiavano sontuosamente ventimila persone,quei viadotti così leggeri, quelle lunghe gallerie eleganti, quei ponti gettati da una via all’altra, e infine quei treni sfavillanti che sembravano solcare l’aria con fantastica rapidità.
Indubbiamente sarebbe rimasto assai sorpreso; ma gli uomini del 1960 non lo erano più dalla vista di quelle meraviglie; ne usufruivano tranquillamente, senza gioia, poichè dalla loro andatura incalzante, dal loro passo frettoloso, dal loro impeto americano, si intuiva che il demone della prosperità li spingeva avanti senza posa e senza quartiere.

Ho scoperto questo Vernedi cui ero assolutamente ignara-
Conoscevo già fin da bimba la sua inventiva, ma a leggere questo libretto
c’è da rimanerne stupiti.
Tutto aveva immaginato, persino il fax, o la calcolatrice.
Un mondo inquietante, questa Parigi,
un mondo in cui l’uomo pare abbia ottenuto tutta la razionalità a cui aspirava
dimenticandosi dell’anima, schiacciata, nascosta, ordita solamente in
trame silenziose.
Ma siamo in pieno positivismo, certamente fece paura a molti.

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Libri

Io sono una che va a rilento.
No, meglio, voglio essere sincera: io sono una con la puzza sotto il naso.
Quando mi si dice da più parti: bellissimo questo libro, leggilo.
Quando vedo che in effetti il libro ha successo ecco,
io gli volteggio intorno, lo guardo da lontano, non so, sento come un
odore strano, qualcosa di anomalo….E non lo compro.

Dopo anni, a volte, mi ricapita sotto il naso ed incomincio con lo stroppicciarlo,
leggiucchio la quarta, mi informo prudentemente, leggo qualche pagina qua e là e poi,
se veramente qualcosa al mio interno si è smosso, lo compro.
Così ho fatto con questo e cosa dire?
E’ bellissimo. Denti Bianchi Zadie Smith.
E’ un vero romanzo, con i suoi veri personaggi, dotati di vero carattere, condito
da vera ed innovativa scrittura che pur quanto nuova rimane antica.
Insomma, per descrivere le sensazioni di una mia lettura, finisco con il fare
il mio solito pasticcio emotivo.
Ma è bello.
E detto da una che da due anni legge solo saggistica e che aveva un rifiuto al
racconto, mi pare un gran passo avanti.

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