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Archive for febbraio 2006

Mirabilandia

Riunione scolastica genitori
del liceo, una mamma:

Dopo tutto non c’è altro da fare, ci sono genitori più severi ed altri più lascivi”

Sottoscritta sotto la sedia a ridere di nascosto.
Banco presidenza bocche raggelate da impossibili sorrisi.

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non è così che val il mondo

Io non mi lesino.
Cerco di fare le cose al meglio.
Dare il massimo di me stessa senza risparmi.
Frutto di un’educazione all’antica, quando il proprio
dovere lo si svolgeva con la gioia di sapere che, una volta
ottemperato, tutto andava per il meglio.
Non riesco a capire gli irresponsabili,
quelli che delegano al domani, le proprie possibilità.
Quelli che si lasciano sopraffare dalle difficoltà
e non tirano fuori le palle.
Perchè, perdinci, Livorno ne è piena di questi esseri.
Esseri che vivono alla giornata, che rimediano espedienti
che si chiacchierano addosso in rivoli di mille scuse
Non sanno nemmeno loro che la vita richiede sforzo
che per ottenere bisogna impegnarsi, che nulla è dovuto
e tutto è sudato.
Mi sono domandata come mai una città ha in maggioranza una
tale mentalità.
Forse l’assenza di lavoro privato,
un porto che ha sempre fagocitato la gran massa di lavoratori,
uno stato presente che per anni ha significato il posto
sicuro e senza troppe menate.
Ma si accorgono che la vita è diventata altra cosa?

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Le cose da capire

Peter Wileman
le cose da capire sono quattro o due milioni.
Le cose da capire si fan sempre più difficili.
Non è cosa leggiadra la vita di oggidì
Le cose da capire son tutte li per lì

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bene

promo post.
devo ancora prendere mano a tutte le funzionalità.
Ma la cosa me piace.

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Un post di tost

Noi della banda dei tost siamo tost ma tost davvero
E’ che a noi ci fa un baffo il mondo intero

E’ che questo mondo non è che sia piacevole così com’è
ci pare finto, tonto ma tant’è..

Direi piuttosto pochi tost
Alcuni blandi, sfocati e persi
in un mare di versi e poi pernacchie,
tanto da parerci assai cornacchie,
alle prese con il lustro ma anche il gusto
di fare del mondo uno scarso mezzobusto.

Una banda di tost noi siamo
che chiacchiera a destra ed anche da sinistra
Per il piacer di stare alla finestra
a guardare gli altri, ma anche no,
farsi piccini, piccini picciò.

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conclusione n. 1

Ho sempre sostenuto che andavo scrivendo per dipanare pensieri,
ovvero la scrittura mi serviva da pergamena riordinante
una compagine scompagnata di riflessioni quotidiane che qui
trovavano un loro punto e magari una loro puntualizzazione collettiva,
grazie all’aiuto di altri interlocutori.

Ora ritorno un po’ sui miei passi e sono meno
sicura di questa mia idea: incomincio a pensare che ho bisogno
di maggiore silenzio.
Ho bisogno di censurare/mi tutto queste parole e suoni che riempono
ogni minuto della mia giornata, anche laddove avrei bisogno di silenzio.

Perchè ho perduto il senso dello stare all’ascolto.
Ho perduto la gioia di godere di momenti di puro nulla, ottenebrata,
come sono negli ultimi tempi, da tutto, tutto questo immenso rumore.

Ho la decisa impressione, inoltre, che tutto questo scrivere
impoverisca sempre più la già sottile trama delle idee.
Perdiamo i capi e le code, vediamo solo. orgogliosi, i centri
del lungo cordone comunicativo, e non ci accorgiamo che ormai
è logoro,esausto, non regge più l’enorme lavorìo che i due capi
devono sostenere.

E’ giunto il momento dei punti, magari, che so, delle sospensioni.
Degli attimi che interrompono il flusso, per rinvigorire il materiale.

Per costruire, a volte, bisogna fermarsi ed osservare.

Non c’è chiacchiera peggiore di quella che trae origine dal discorrere
e dallo scrivere sul silenzio. – Heidegger

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Ohhhh

Un analizzatore interessante, finalmente ho capito come si rankerizzano le pagine.


Pssst devo dirvelo che l’ho trovato qua???

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