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Archive for 4 marzo 2004

Se ci fosse una donna.

(…) Dovunque lo spirito industriale abbia sconfitto lo spirito militare aristocratico, la donna si arrabatta per conseguire l’indipendenza economica e giuridica di un commesso: “la donna come commessa” sta scritto sulla porta della società moderna che si va formando. Ma mentre in tal modo la donna si impressa di nuovi diritti, cerca di farsi “padrona” e scrive sulle sue bandiere e bandierine il “progresso della donna”, avviene con terribile chiarezza proprio il contrario: la retrocessione della donna.
Dalla rivoluzione francese in poi l’influsso della donna in Europa è diminuito nella stessa maniera in cui sono aumentati i suoi diritti e le sue pretese; e l’ “emancipazione” della donna, in quanto voluta e promossa dalla donna stessa, risulta essere per conseguenza un sintomo notevole del crescente infiacchimento e ottundimento degli istinti più femminili.
Vi è stupidità in questo movimento, una stupidità quasi mascolina, di cui una donna ben riuscita dovrebbe vergognarsi.
Perdere la capacitò di fiutare il terreno sul quale si può vincere con più sicurezza; trascurare di esercitarsi in quell’arte delle armi che le è propria; mettersi a precedere l’uomo, arrivando forse a “scrivere un libro”, laddove prima ci si atteneva alla disciplina e a una raffinata ed astuta umiltà; contrastare con virtuosa sfacciataggine la credenza dell’uomo che nella donna sia racchiuso un ideale radicalmente diverso, che esista un qualsiasi eterno e necessario femminino; persuadere l’uomo con molta energia e molte parole che non si deve mantenere, curare, proteggere e risparmiare la donna come un animale domestico tenero- (…) cosa significa tutto questo se non uno sgretolamento degli istinti femminili?
(..) Si vuole in genere che si coltivino ancora di più e che il sesso debole diventi forte grazie alla cultura, come se la storia non insegnasse nel modo più persuasivo possibile che il coltivarsi dell’uomo e l’indebolimento sono andati di pari passo, e che le donne più potenti e influenti del mondo dovettero il loro potere e il sopravvento che presero sugli uomini proprio alla forza si volontà e non ai maestri di scuola.
Ciò che nella donna incute rispetto e piuttosto spesso timore è la sua “natura” che è più naturale di quella dell’uomo, la sua genuina rapace ed astuta duttilità, i suoi artigli di tigre sotto il guanto, la sua ingenuità nell’egoismo, al sua ineducabilità ed intima selvatichezza, l’inafferrabilità, vastità vaghezza dei suoi desideri e delle sue virtù. (…) Ma com’è che tutto questo ormai sarebbe finito? Ed è in atto il disincanto della donna?
Si sta lentamente trasformando in creatura noiosa? (…)
Nietzsche – AL di là del bene e del male.-

Quanto davvero sono diventate noiose le donne da quando hanno alzato la testa affrontando il cammino verso l’emancipazione?
Quanta femminilità hanno perso, penetrando in un mondo maschile e facendo proprie le stesse loro pulsioni?
Quanto si sente a proprio agio davvero la donna in questo mondo o quanto tutto ciò sia diventato stretto e confuso?
A cosa le ha portate combattendo l’uomo sullo stesso piano?
La femminilità si è tramutata in qualcos’altro: ha dovuto far suoi entrambi i generi, mescolandoli e lottando quotidianamente nel fare prevalere ora una parte ora l’altra.
La donna che ne esce fuori è nevrotica, spesso stressata e divisa, costretta a vivere la vita a compartimenti stagni, senza aiuti, o trovandoseli con le unghie e con i denti.
Non mi pare un gran passo in avanti.
Forse si sono davvero sbagliate le strade, forse, si sarebbero dovute indirizzare le energie verso altre direzioni, sfruttando quelle che sono sempre state le naturalità femminili, cercando collaborazione, piuttosto che competizione.
Quante difficoltà in questo cammino che ultimamente pare trovare una via d’uscita solo voltandosi indietro, cercando di ritrovare valori buttati a mare velocemente senza pensare alle conseguenze (penso in primis alla famiglia)
Quante difficoltà, dove sono finite tutte quelle certezze?

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